La velocità di Uscita

Prendiamo come ipotesi una prova cronometrica di 200 metri da percorrere in 24 secondi ad una media, quindi, di 36 km/h.

Le condizione, assolutamente teoriche, ideali sarebbero quelle di entrare in prova ad una velocità esatta di 36 km/h, mantenerla per 24 secondi e di conseguenza chiudere la prova nel tempo esattamente richiesto.

Nella realtà si entra in prova  ad una velocità diversa,  ben più lenti o più veloci.
L'azione necessaria è, quindi, di variare la nostra velocità nel minor tempo possibile per conformarci ad una velocità consona da permetterci di arrivare nell'ultima manciata si secondi in prossimità del pressostato di chiusura con un certo margine per accelerare o frenare  e dare il tocco finale per al completamento della prova.

Sarebbe bello durante la prova avere qualcuno che, con cognizione di causa, ci dicesse: -Accellera! Accellera!- o - Frena! Frena!- Segnalandoci le condizioni ottimali per ottenere un risultato soddisfacente.

Le indicazioni - Frena! Arrivi troppo veloce!- , Accellera! Sei troppo lento!- indicano una velocità futura a cui idealmente dovremmo attenerci.

Questa velocità futura è il risultato del confronto tra la nostra velocità media reale e la media teorica richiesta rapportato alla nostra velocità istantanea nel momento considerato.

- Difficile eh ?!-

Riprendiamo l'esempio della prova sopra citata.
Consideriamo un punto A che si trova a 70 metri dopo la partenza, nel primo terzo di pecorso circa.
Se entriamo in prova "lanciati" è possibile che al transito al punto A la nostra velocità media in quel momento sia superiore ai 36 km/h richiesti, viceversa , partendo "da fermi" è possibile che la nostra media sia inferiore.
Esiste la possibilità che in quel momento la media sia esatta e la nostra velocità stabilizzata ma è una condizione puramente teorica.

Riconsiderando le due condizioni di anticipo e ritardo della nostra media è evidente che la nostra velocità dovrà adeguarsi in modo da percorrere i restanti due terzi di percorso.

Di quanto?
Questa risposta è data dall'esperienza e dalla sensibilità del pilota.

Quando si programma TIMETER è possibile inserire come dato facoltativola distanza della prova, visualizzando così, istante per istante, quale velocità si dovrà tenere per  passare sul pressostato di chiusura con precisione e l'indicazione, data dai segni più e meno, se per raggiungere questa velocità dobbiamo accellerare o frenare.
Il segno più richiede l'incremento della velocità, il segno meno richiede il decremento.
Questo dato è stato definito V.d.U. , Velocità di Uscita.

La V.d.U. è un suggerimento, un dato che aiuta il raggiundimento di una determinata velocità ma non sostituisce quell'esperienze e quella sensibilità citata prima.


La V.d.U. può essere efficace nelle prove di breve percorrenza in cui è proibito il fermo ruota mentre nelle prove più lunghe il dato diviene puramente indicativo. 

Se nella fase di programmazione di TIMETER non si inserisce la distanza della prova che, ripeto, è un dato facoltativo sul display dello strumento si leggerà la velocità media istantanea dall'ultima sdoppiata.
Questo dato non va confuso con quelli che si visualizzano programmando sullo strumento una Prova di Media.


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